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Il Kong

Come dice il nome stesso, Kong è un classico tra i giochi per cani. Grazie alla sua super resistenza è ideale per giocare e per essere masticato a lungo e può anche essere riempito con snack o paste appetibili.

Ne esistono di diversi colori con diverse caratteristiche rosa e celeste per i cuccioli, rosso è quello classico e il nero è l’extreme per i molossoidi.

I cani hanno un naturale impulso a cacciare e masticare e il KONG è concepito proprio per offrire al vostro cane la possibilità di soddisfare questi desideri. È realizzato in caucciù naturale rosso e ha una consistenza piacevole per il cane, che lo invita a rosicchiarlo di gusto.

Il Kong: a cosa serve?

Il Kong è perfetto anche per combattere la noia e può essere utilizzato per i giochi di lancio e riporto quando siete in giro con il vostro cane. Una caratteristica di questo gioco per cani è che rimbalza in modo imprevedibile: una sfida irresistibile che stimola l’istinto di caccia e di gioco dell’animale divertendolo a lungo.
Diventerà ancora più interessante per il tuo cane se lo riempirete con gli snack adatti, inserendoli semplicemente all’interno del foro. Una volta che avrà morsicchiato il suo Kong a sufficienza, il vostro cane riuscirà a prendere da solo gli snack al suo interno. Spesso i padroni raccontano che il proprio cane ha trascorso ore affaccendato con il proprio Kong.
Come tutte le altre varianti del prodotto, Kong è disponibile in diverse misure, adatte a cani di taglia piccola e grande. Esistono anche diverse forme in base ad ogni esigenza del tuo cane.

Avvertenze

Avvertenza: come con qualsiasi altro prodotto, tenete sempre d’occhio il vostro animale mentre si diverte con questo articolo. Per ridurre il rischio di incidenti vi consigliamo di verificare regolarmente lo stato di usura del gioco e, qualora fosse troppo consumato o presentasse parti staccate, non esitate a sostituirlo.

@petgarden_

ChiedisuTikTok Hai mai usato il kong? Lo avevi mai visto? #giochicani#consiglicani

♬ suono originale – Laura di sarra
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Piante carnivore

Le piante carnivore si nutrono principalmente di insetti e artropodi. Non mangiano carne e molto spesso
non riescono neanche a finire un insetto per intero. Quando “mangiano” usano la loro vittima per ricavarne
azoto, fosforo e altri nutrienti che non troverebbero nei terreni dove crescono abitualmente. Sono ottime
per liberarsi delle zanzare!

Le varietà più famose di piante carnivore

La più famosa tra le piante carnivore è la Dionea che usa un meccanismo di cattura a scatto. Come l’insetto si posa su di essa, scatta e con le sue “ ciglia” non permette all’interno di scappare. Una volta catturato produce dei particolari
enzimi che gli permettono di digerisco vivo. Questo processo può durare diverse settimane.
Un’altra pianta carnivora famosa è la Saracena. Ha una forma simile lunghi coni gelato che possono
raggiungere anche la lunghezza di un metro. La sua arma si chiama ascidio . Quest6ha la forma di un
“pozzo” Nel quale la preda viene intrappolata. Un altra varietà è la Drosera, le sue foglie sono piene di piccolissimi tentacoli appiccicosi che sono in grado di avviare la preda.

Come curare le piante carnivore

Sbagliatissimo è cercare di procurare cibo alla piante carnivore, sarà lei da sa, e quando ne avrà bisogno, a
procurarmelo. È sempre preferibile irrigare queste piante con acqua piovano o acqua ad osmosi o quella
più comune del condizionatore. Non tollerano terrene fertili o con ph elevato. La miscela perfetta è in
rapporto 3:1 di torba bionda acida di spagnolo e sabbio orticola. Il ph ideale va da 3 a 4,5 e il terreno non
deve contenere azoto. Hanno bisogno di tantissima luce tranne che per alcune specie. La temperatura
ideale invece cambia a seconda della specie.

La Dionea

La Dionea è attualmente una delle piante più ricercate tra le carnivore. In tanti la comprano per coltivarla in casa, ma è bene sapere che questo tipo di pianta non può vivere dentro casa, ma bensì fuori, in balcone. Si tratta di una pianta nordamericana rustica che deve vivere all’esterno, anche quando fa molto freddo. Durante l’inverno, infatti, entra in una specie di letargo, un po’ come la maggior parte delle piante che perde le foglie in autunno e le rimette in primavera. Un consiglio sulla Dionea: non far scattare la trappola senza che vi sia un insetto all’interno.

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Piante Aromatiche

Le piante aromatiche sono una risorsa indispensabile in cucina. Coltivarle sul proprio balcone o in casa è più semplice di quanto si possa pensare. Essendo piante resistenti e che non necessitano di particolari cure e attenzioni, la loro coltivazione è indicata sia per i principianti che per gli esperti di giardinaggio. Esistono tantissime varietà di piante aromatiche, e si differenziano in piante annuali, biennali e perenni. Quindi, nella creazione del proprio orto sul balcone, è indispensabile utilizzare un vaso per ogni varietà.

Curare le Piante Aromatiche sul balcone

Queste piante hanno la caratteristica di essere molto resistenti a condizioni diverse. L’esposizione più indicata è quella soleggiata, in un ambiente asciutto e caldo, evitando luoghi esposti a vento, freddo e ombra. Tranne per il basilico che necessita un’ esposizione ombreggiata. Se il clima non è troppo rigido potranno resistere in balcone, anche all’inverno. Se le temperature si abbassano notevolmente sarà opportuno coprirle. Possono essere riposte vicino ad un muro in un luogo dove non ci sono sbalzi di temperatura. Le Piante aromatiche hanno bisogno di un terreno ben drenato. Le più comune nel nostro paese sono: Rosmarino, Timo, Prezzemolo, Sedano, Salvia, Lavanda, Basilico ecc.

I Consigli

Va utilizzato un terriccio di alta qualità, in questo modo non ci sarà bisogno di concimare le piante, soprattutto le piante perenni che non necessitano di concimazione. E’ importante fare uno strato di argilla espansa alla base del vaso, per ottenere un terreno ben drenato ed evitare che le radici non marciscano. È fondamentale che non ricevano troppa acqua. Appena trapiantate nel terreno o nel vaso vanno irrigate senza bagnare le foglie, mettendo l’acqua direttamente nel terreno, e successivamente richiedono poca acqua e possibilmente al mattino o alla sera, ma mai nelle ore più calde della giornata.